Che cosa lega un piatto di pasta alla libertà? Molto più di quanto immaginiamo.
Mercoledì 29 aprile gli studenti delle classi terze della Brancati hanno vissuto una mattinata di alto valore civico grazie all’intervento dell’ Avv. Maria Teresa Cirelli , legale di Pam per la Fao , la più grande agenzia mondiale di aiuti umanitari che combatte il problema della fame e della malnutrizione con campagne di aiuto alimentare e di formazione . Pam nel 2020 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace per le campagne di aiuto alimentare in emergenza alle popolazioni più fragili e povere del Mondo.
Ma che cosa fa in pratica un avvocato nel mondo dell’ assistenza umanitaria? l’avvocatessa ci ha spiegato che in molte aree del mondo bisogna creare le leggi da zero, non esistono regole che dicono a chi appartiene la foresta ,quella amazzonica ad esempio, e come vada protetta dal disboscamento o chi abbia il diritto di raccoglierne i frutti e senza leggi chiare la natura resta indifesa. Creare queste leggi, in collaborazione con i governi locali, è uno dei compiti di Pam per dar voce alla terra e alle comunità locali.
Partendo dalla sua esperienza personale ,per rispondere ad una nostra domanda cruciale sulle differenze che aveva trovato tra le leggi dei vari Paesi del mondo, ci ha svelato una realtà che non ci aspettavamo : nei paesi che si sono liberati dal colonialismo non ci sono leggi più giuste ,anzi, al contrario , la tutela dei diritti dei lavoratori è ancora più fragile.
Ma sicuramente la riflessione che ci ha colpito di più è quella che dove c’è la fame spesso non c’è né giustizia ,né libertà, né diritti.
Quando manca il cibo le istituzioni vacillano, i diritti umani diventano un lusso irraggiungibile .
La fame è il primo ostacolo alla democrazia .
L’avvocatessa ci ha parlato di una soluzione concreta, uno dei tanti progetti che Pam realizza nel Mondo , tre pasti al giorno, offerti gratuitamente, a tutte quelle bambine e quei bambini che frequentano la scuola. E perché è così importante? Perché il cibo diventa un incentivo per le famiglie per mandare i figli a scuola così le aule si riempiono, il lavoro minorile diminuisce e si formano cittadini più consapevoli che un domani sapranno difendere i loro diritti. Grazie all’ Avv. Cirelli per averci spiegato che la legge non vive solo nelle aule dei tribunali ma anche nelle mense scolastiche e nelle zone di crisi dove ogni pasti servito è un mattone per la costruzione della pace.
di Stefania Urbinati


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